Le fughe si macchiano e cambiano colore? La soluzione è lo stucco epossidico
Le fughe tra le piastrelle possono infatti scurirsi o macchiarsi progressivamente, perdendo il colore originale, un problema che riguarda soprattutto i rivestimenti delle cucine e i pavimenti dei bagni, dove sporco, grassi e umidità sono più presenti. Molti pensano che sia inevitabile, ma nella maggior parte dei casi dipende dal tipo di stucco usato per le fughe: quelle cementizie, per loro natura, assorbono facilmente liquidi e sporco.
In questo articolo vediamo cosa sapere sullo stucco dei rivestimenti e perché lo stucco epossidico è spesso la soluzione più efficace per chi vuole evitare questo problema, un aspetto che curiamo in ogni intervento di pavimentazioni e rivestimenti a Milano e provincia.
Cosa sapere sullo stucco dei rivestimenti
Lo stucco per fughe non è solo un dettaglio estetico: riempie lo spazio tra una piastrella e l'altra, protegge i bordi da urti e scheggiature, ed evita che acqua e sporco si infiltrino sotto il rivestimento. Le due famiglie principali sono lo stucco cementizio e quello epossidico, con caratteristiche molto diverse tra loro.
Un cambio di colore nelle fughe non è quindi solo un problema visivo: segnala spesso che il materiale sta assorbendo sporco o umidità, ed è un indicatore di quanto lo stucco scelto sia adatto a quel tipo di ambiente.
Differenze tra fughe cementizie ed epossidiche
Le fughe cementizie sono le più diffuse e economiche, ma per loro natura sono porose: assorbono facilmente acqua, sporco e grassi, motivo per cui tendono a macchiarsi e scurirsi nel tempo, soprattutto nei punti più esposti. Esistono versioni più performanti (cementizie con additivi antimacchia e idrorepellenti) che riducono il problema, ma non lo eliminano del tutto.
Le fughe epossidiche, invece, sono composte da resina anziché da cemento: nascono praticamente impermeabili e non assorbenti, quindi molto più resistenti a macchie, muffe e sostanze chimiche come i detersivi, e nel caso si sporchino risultano facilmente lavabili. Il compromesso è nel costo, più alto, e nella posa, che richiede più esperienza e attenzione rispetto allo stucco cementizio tradizionale.
Quello che ci chiedono più spesso
Perché le fughe cementizie si macchiano più facilmente?
Sono porose per natura: assorbono acqua, grassi e sporco, che nel tempo restano intrappolati nella superficie e ne cambiano il colore.
Le fughe epossidiche si macchiano comunque, anche se meno?
Praticamente no: essendo composte da resina e non da cemento, sono impermeabili e non assorbenti, quindi restano pulite molto più a lungo e sono facilmente lavabili se si sporcano.
Conviene sempre scegliere lo stucco epossidico?
Dipende dal budget e da altri fattori: nei punti più esposti a sporco e umidità (cucine, bagni) è quasi sempre la scelta migliore, mentre in altri ambienti lo stucco cementizio può essere sufficiente. Bisogna anche valutare il colore scelto per la fuga: ad esempio, se per una scelta di design si opta per un colore bianco su un pavimento, e si vuole che resti tale nel tempo, conviene usare lo stucco epossidico.
Si può sostituire lo stucco cementizio con quello epossidico senza rifare tutto il rivestimento?
In alcuni casi è possibile rimuovere le vecchie fughe cementizie e riapplicare stucco epossidico, senza dover smontare le piastrelle già posate. Va però valutato caso per caso: a volte, sia per il risultato finale che per i costi, conviene rifare entrambi.
Lo stucco epossidico è più difficile da applicare?
Sì, richiede più esperienza rispetto al cementizio: si lavora e si pulisce in tempi più stretti, quindi conviene affidarsi a chi ha già esperienza con questo tipo di prodotto.
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